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Storia della BCC Bedizzole

Il 12 settembre 1895, veniva steso e firmato l’atto costitutivo della Cassa Rurale di Bedizzole da parte di 16 soci. La Cassa Rurale nasceva per sovvenire alle difficoltà delle popolazioni di Bedizzole e dintorni "costrette dagli incerti e scarsi raccolti a contrar mutui a condizioni molto onerose, per estinguerli dovevano spesso privarsi dell’unico campiello, cara memoria dei loro trapassati".

Il modello era quello delle cooperative tedesche di credito fondate qualche decennio prima dal Raffaisen e portate in Italia nel 1883 da Leone Wollemborg con la prima Cassa Rurale italiana a Loreggia nel Veneziano. Sulla spinta dell’enciclica Rerum Novarum del 1892 il modello era stato poi adottato e diffuso dal movimento cattolico italiano nell’ambito sociale delimitato dalla parrocchia.

Il credito cooperativo rurale giungeva con circa vent’anni di ritardo rispetto alla nascita e alla diffusione del credito di ispirazione liberale che aveva avuto facile diffusione specialmente nei centri urbani e nei grandi centri agricoli con la nascita nel bresciano della Banca Popolare di Salò e di quella di Desenzano nel 1869, Lonato (1872) e Chiari, istituti di credito spesso diretta emanazione delle Società di Mutuo Soccorso avviate dalla borghesia liberale dopo l’Unità “Considerato che i ricchi possidenti godono abbastanza credito per rivolgersi nei loro bisogni alle Banche esistenti nei grossi centri”, il credito rurale cattolico trovava più fertile diffusione nei centri agricoli e dove più pressante era la necessità di rispondere ad un credito rivolto alle fasce più svantaggiate e dove più evidenti si presentavano gli effetti della crisi rurale di fine secolo.

Promotore dell’iniziativa era stato il sacerdote don Francesco Gorini curato dal 1884 al 1896 a Bedizzole e in seguito collaboratore di padre Giovanni Bonsignori presso la colonia agricola bresciana di Remedello. Assumeva la presidenza dal 1896 al 1919 l’oste Giovanni Chiodi di Bedizzole.
Superate le difficoltà del primo e secondo dopoguerra la Cassa Rurale proseguiva la propria attività a sostegno dell’economia rurale della comunità di Bedizzole con il ricorso al prestito e all’acquisto e magazzinaggio di granaglie.

Nel 1973 l’assemblea straordinaria deliberava la trasformazione da Società Cooperativa a responsabilità illimitata a responsabilità limitata e la fusione per incorporazione con la Cassa Rurale ed Artigiana di Turano Valvestino, cassa fondata il 24 aprile 1921 per merito del sacerdote don Luigi Andreoli.
Dalla sua fondazione, lo sviluppo territoriale della BCC ha seguito diverse tappe muovendo i primi passi nelle comunità immediatamente a ridosso delle piazze originarie di Bedizzole e Valvestino.

Dopo l’apertura della filiale di Calvagese del 1979, negli anni ’90 l’espansione ha seguito un processo di apertura degli sportelli posizionati nella vasta area geografica tra le due zone originarie: da una zona a vocazione rurale ed artigianale a una zona montana, passando dalle località turistiche che si affacciano sul Lago di Garda, a prevalente economia terziaria, alla Valle Sabbia.
Tale accelerazione dell’ampliamento territoriale ha successivamente consentito di giungere nel 2001, con l’apertura della filiale di Salò, alla definitiva saldatura geografica dei due “poli” storici.

La terza fase dello sviluppo appare ancora oggi aperta e mira ad un allargamento dei confini del territorio di competenza lungo diverse direttrici geografiche tra le quali quella in direzione del capoluogo provinciale e di quella del Basso Garda.

Già avviata con l’insediamento della filiale di Ciliverghe (1998), di Centenaro di Lonato del luglio 2004 e di Castenedolo (dicembre 2005), la nuova fase di sviluppo territoriale è proseguita nel 2006 con l’apertura della sedicesima filiale di Pozzolengo e, nel corso del 2007, con quella di Desenzano del Garda che ha consentito di ampliare ulteriormente il territorio di competenza con l’acquisizione del Comune di Sirmione e di operare direttamente in una piazza che conta su 26.043 abitanti di cui 10.263 famiglie censite, e n. 2.975 unità locali operative.